| Nivola > Nivola International > Tazio Nuvolari > Gli avversari > Rudolf Caracciola | 7 gennaio 2009 |
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Rudolf "Rudi" Caracciola nasce a Remagen
nel 1901 nell'albergo di proprietà dei genitori, di origini Italiane.
La passione per le automobili e per le corse è grande e il giovane
Caracciola riesce molto presto a diventare pilota. Viene assunto alla Daimler-Benz come commesso e ottiene
poi il permesso di poter partecipare, nei weekend, alle gare di auto che si svolgono nei pressi
della filiale di Dresda, dove lavora.
Il debutto in una gara importante avviene nel 1923, a 22 anni, al circuito dell'AVUS. Rudi
convince i dirigenti ad affidargli una macchina ufficiale ed ottiene una Mercedes M218 2000 8 cilindri
sovralimentata da 150 CV. L'esordiente compie una bellissima gara e vince a sorpresa.
Per entrare definitivamente tra i grandi nomi dell'automobilismo deve aspettare fino al 1926
quando compie l'impresa che lo consacra "asso del volante" a livello Internazionale
e lo rende noto al grande pubblico. Si presenta al via della prima edizione del GP di Germania,
sul circuito dell'AVUS, con una Mercedes privata. Dopo i primi giri si scatena la pioggia: Adolf
Rosenberger, anche lui su Mercedes, perde il controllo della vettura in una curva e piomba nel
vicino box dei cronometristi, uccidendo i tre occupanti. Ma la drammatica corsa continua e le
uscite di strada a causa della pioggia battente sono innumerevoli. Solo un pilota prosegue
velocissimo, a proprio agio: Caracciola! Il giovane tedesco vince il Gran Premio e da quel giorno
viene soprannominato "regenmeister", signore della pioggia. Un nome che merita perchè
anche negli anni successivi dimostra di non avere rivali sul bagnato. Anche la gara di casa gli
va a genio: vincerà altri 5 GP (1928-31-32-37-39).
"Carazoler" gode ormai della fiducia della Mercedes e diventa il "pupillo" del
nuovo direttore sportivo della squadra corse Alfred Neubauer che gli affida il nuovo modello S
("sport"): è lui ad ottenere il primo successo di questa auto che
diverrà leggendaria (in futuro si
"evolve" nei modelli SS, SSK e SSKL) vincendo la prima corsa disputata sul nuovo tracciato
del Nurburgring il 19 Giugno 1927. Con la S e le successive evoluzioni SS, SSK e SSKL ottiene una
importante serie di successi sia in gare locali che in competizioni Internazionali e corse
in salita, dominando alla perfezione la pesante auto tedesca (1650 kg).
Da ricordare i prestigiosi successi del 1929 al Tourist Trophy di Belfast dove batte
gli specilisti Inglesi e la clamorosa affermazione del 1931 alla Mille Miglia, primo pilota non
Italiano ad aggiudicarsi la corsa, alla media record di 101 km/h.
Nel 1930 e 1931 Caracciola conquista anche il titolo di campione
Europeo della montagna.
Al termine della stagione 1931 passa alla Alfa Romeo poichè la
Mercedes-Benz si ritira dalle corse a causa della grave crisi economica in cui versa la Germania.
Rudi promette
che sarebbe tornato con la Mercedes nonappena la casa di Stoccarda avesse deciso di riprendere
l'attività agonistica. Per il '32 Caracciola dispone quindi dell'Alfa Romeo P3
ma si trova in squadra l'ostico Nuvolari che domina la stagione. Rudi pretende che la sua
macchina sia dipinta di bianco e si fa presto valere: al GP di Monaco tallona fino al traguardo
Nuvolari ma non riesce a batterlo. Tazio all'arrivo commenta "Non puoi mollare un
attimo che è subito lì!". Successivamente il mantovano vince a ripetizione ma
la direzione Alfa vuole anche una vittoria del tedesco per motivi commerciali (si vuole
dimostrare che la P3 può vincere anche senza Nuvolari) e al GP di Francia viene esposta a Tazio
bandiera rossa: rallentare. Lui però non la rispetta e va a vincere. Si giustifica, mentendo
"Ho visto i segnali dai box ma siccome avevo gli occhiali verdi da sole la bandiera mi sembrò
verde invece che rossa e ho accelerato. Anche lui però poteva accelerare e
passarmi...". Al successivo GP di Germania viene ritardato ai box dai meccanici
e così Caracciola vince davanti al pubblico di casa. Nuvolari è fuorioso.
Rudolf però non aveva bisogno di favori: chiude trionfalmente la stagione vincendo a Monza,
davanti al pubblico Italiano, confermandosi uno dei migliori piloti in circolazione.
Nel 1933 Caracciola fonda una squadra con Chiron per continuare a correre utilizzando
come privati le Alfa Romeo: la casa Italiana infatti si era ritirata alla fine del '32.
La stagione per lui termina subito: durante le prove del GP di Montecarlo ha un pauroso incidente
alla curva del tabaccaio. Riesce a cavarsela ma la gamba destra subisce le conseguenze peggiori
e Rudi da quel giorno in poi zoppicherà. Successivamente, con incredibile ironia, spesso ricorda
che a Montecarlo "ero andato dal tabaccaio...". La stagione per lui è finita e nel
1934 ritorna in pista.
Superata con successo la paura di non essere più in grado di guidare come prima (nei
Gran Premi che disputerà al Principato ricorda che "...vedevo sempre quel muro
venirmi incontro e chiamarmi ad ogni giro") torna alla Mercedes che, grazie ai finanziamenti
del regime nazista, rientra alla grande nelle competizioni Internazionali.
I progettisti Mercedes studiano a fondo l'Alfa Romeo di Caracciola (quella dell'incidente)
e dopo averla riparata e collaudata maturano l'esperienza per poter realizzare una vettura
ancora migliore e più aggiornata. Nasce così la W25.
Caracciola incontra comprensibilmente delle difficoltà: fisicamente non è ancora
al meglio e psicologicamente deve superare anche la tragedia dell'incidente
occorso alla moglie Charlotte, travolta da una slavina durante una gara di sci. Ma il
campione riesce a riprendersi e a fine stagione torna alla vittoria a Monza (con Fagioli) e
arriva secondo al GP di Spagna.
Il 1935 è la sua annata: domina la stagione e ottiene la consacrazione definitiva
conquistando il titolo di campione d'Europa (appena istituito).
Vince i GP di Tripoli, di Francia, del Belgio, di Svizzera
e di Spagna e trionfa all'Eifelrennen (al Nurburgring). L'anno successivo la rivale
Auto Union e Bernd Rosemeyer dominano la scena ma Caracciola riesce comunque a vincere due corse
(Monaco e Tunisi). Da ricordare il bel duello col giovane Rosemeyer al GP di Svizzera: la rivalità
sportiva tra i due rispecchia quella esistente tra Auto Union e Mercedes. Le due case, oltre che
nelle competizioni tradizionali, si sfidano anche per la conquista dei primati di velocità.
E' Caracciola ad avere "l'esclusiva" di condurre le speciali Mercedes da record
con cui consegue numerosi primati fin dal 1934.
Nel 1937 la casa di Stoccarda presenta la nuova W125 e con tale "mostro" Caracciola
non ha problemi a riconquistare il titolo Europeo vincendo il GP di Germania, di Svizzera, di
Cecoslovacchia e d'Italia (svoltosi sul circuito della Coppa Ciano a Livorno). La W125 è l'auto da Gran
Premio più potente mai realizzata
prima della guerra e le sue prestazioni saranno superate solo 30 anni dopo: il suo 8 cilindri di
5660cc sprigionava 646 cavalli a 5800 giri.
Nel 1938 le regole per i Gran Premi variano e Caracciola ha a disposizione una nuova auto, ancora
una volta all'altezza della situazione. Con la W154 ottiene il suo terzo ed ultimo titolo di
campione d'Europa, vincendo la coppa Acerbo a Pescara e il GP di Svizzera e ottenendo altri
buoni piazzamenti. La morte di Rosemeyer a Gennaio pone tragicamente fine alla sfida dei record
tra le due case tedesche.
Caracciola è l'ultimo detentore del primato, con 423,3 km/h.
Nel 1939 il titolo Europeo
gli sfugge: è sempre la Mercedes a conquistarlo ma con Hermann
Lang. Rudi comunque disputa una buona stagione vincendo al Nurburgring il GP di
Germania: è l'ultimo successo importante del campione tedesco. Inoltre, a Febbraio,
stabilisce altri due primati di velocità con partenza da fermo.
Durante la guerra si ritira con la seconda moglie Alice nella sua villa di Lugano, in Svizzera.
Nel 1947 Neubauer lo ricontatta e Rudi corre ancora con i vecchi bolidi e contribuisce allo
sviluppo di nuove vetture, anche se non partecipa più a competizioni di primissimo piano.
Si ritira nel 1952 e successivamente la sua
salute peggiora e nel 1959, a 58 anni, muore nella sua villa Svizzera a causa di una intossicazione al fegato.
Scompare il pilota simbolo della Mercedes nel periodo tra le due guerre, il pilota che con la sua
ironia era riuscito a superare momenti molto difficili. A circa vent'anni dall'incidente
avuto a Montecarlo era uscito di nuovo di strada e si era rotto la gamba sinistra: ancora sulla barella, aveva detto
alla moglie "Sono stato fortunato. Mi si è rotta la gamba buona. Così
non zoppicherò più!".
