
Tazio Nuvolari e la Bianchi "freccia
celeste" 350: un binomio che ha dominato le competizioni motociclistiche della seconda metà
degli anni '20.
Le corse motociclistiche di allora erano durissime; Nuvolari ricorda in un'intervista nel
1952 che "Allora si cadeva sempre. Se si schivava una buca, eccone un'altra in agguato;
se si riusciva a non cadere per il terreno era una gomma a scoppiare o il cerchione a spezzarsi.
Il fondo stradale si riduceva in condizioni pietose. E pensate che in quelle condizioni si marciava
sui centoquaranta, centocinquanta orari!".