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  Nivola > Nivola International > Tazio Nuvolari > Il mito 4 luglio 2009  


TAZIO NUVOLARI

Le grandi imprese di Tazio Nuvolari



LA LEGGENDA DI TAZIO NUVOLARI

| Principale | La vita | Gli avversari | Messaggi |




IL MITO



HANNO DETTO DI LUI
"Nessuno accoppiava come lui una così elevata sensibilità della macchina ad un coraggio quasi disumano"

Enzo Ferrari


"Era un uomo che violentava la realtà e faceva cose che alla luce del buonsenso erano assurde... Per i giovani di allora, e io ero tra questi, Nuvolari rappresentava il coraggio, un coraggio senza limiti. Fu il mito, l'irraggiungibile"

Michelangelo Antonioni


"Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro"

Ferdinand Porsche


"Finché nel mondo si parlerà di sport automobilistico, si ricorderà Nuvolari"

Lord Howe


" Nuvolari, oltre ad essere sempre stato il mio maggior rivale, è stato il miglior corridore di tutti i tempi. Non può essere definito un maestro ma un artista del volante. Un maestro potrebbe insegnare. L'arte non si insegna."

Achille Varzi




INDICE

La tartaruga e il poeta
I record mondiali con l'Alfa "bimotore"
Un bacio... da Nuvolari
Uno contro tutti
Nuvolari si frattura e il giorno dopo corre
La sfida
Biglietto sola andata
Nuvolari conquista l'America
Pericoloso rallentare
Il nido di quaglie
Una vittoria senza precedenti
Gli incidenti
Una vittoria... indimenticabile
Le urla
Nuvolari guida con una mano sola



La tartaruga e il poeta

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Nuvolari curava molto la propria immagine e si presentava alle corse con una particolare "divisa": pantaloni azzurri, maglia gialla con ricamato sulla destra il suo logo (una T e una N incrociati) e, appuntata al petto, una tartaruga d'oro. La tartaruga gli era stata donata nel 1932 da Gabriele D'Annunzio (con dedica: "all'uomo più veloce, l'animale più lento"). Tazio vi era molto affezionato e la considerava un portafortuna. Il poeta era amico e ammiratore del mantovano, lo aveva più volte ospitato al Vittoriale ed era stato lui stesso a coniare il celebre soprannome di "mantovano volante".



I record mondiali con l'Alfa "bimotore"

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Il 15 Giugno 1935 Tazio Nuvolari tenta di battere, sull'autostrada Firenze-Mare (nel tratto del rettilineo di 8km presso Altopascio), due primati mondiali di velocità utilizzando la "mostruosa" Alfa Romeo "bimotore", creata da Enzo Ferrari per resistere alle imbattibili Mercedes e Auto Union. La giornata scelta per il tentativo e' poco felice poichè tira un forte vento, Nuvolari pero' prova ugualmente e parte. Mentre la macchina viaggia a circa 320 chilometri orari, viene investita lateralmente da una forte raffica di vento che causa una spaventosa sbandata di oltre 200 metri. Il mantovano riesce comunque a controllare l'auto dimostrando una freddezza e un'energia fuori dal comune: l'auto pesa 1300 chili ed è molto difficile da controllare già a 150 km/h! Nonostante lo spaventoso "imprevisto" Tazio prosegue, neutralizza un'altra analoga sbandata poco dopo, e stabilisce due primati: percorre in 11'' il chilometro lanciato alla media di 321,420 km/h e in 17'' il miglio lanciato con media di 323,125 km/h (con una punta, nell'ultimo tratto percorso, di oltre 360 chilometri orari).
"Non avevo mai affrontato un pericolo così tremendo, nemmeno il giorno in cui presi fuoco a Pau" dichiarerà anni dopo ricordando l'episodio.....




Un bacio... da Nuvolari

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Al circuito di Stiges del 1923, in Spagna (un catino con due difficilissime curve sopraelevate da percorrere 350 volte per 700 km complessivi) Nuvolari incanta il pubblico e i giornalisti: osa oltre i limiti e nelle due pericolosissime sopraelevate fa segnare le velocità più alte e sfiora ad ogni giro i margini esterni delle curve. Non solo: durante le prove, per scommessa, fa salire in auto al suo fianco la figlia del proprietario dell'albergo in cui alloggia. La bacia ad oltre 150 km/h proprio al culmine della curva parabolica. La ragazza all'arrivo sviene e, una volta riavutasi, lo colpisce con uno schiaffo....



Uno contro tutti

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Come si può leggere nella storia della carriera di Nuvolari (sezione "la vita
"), nel 1935 le auto tedesche iniziano a dominare incontrastate le competizioni internazionali. Non sembra esserci nessuna possibilità per le altre marche, prima tra tutte la gloriosa Alfa Romeo. La Scuderia Ferrari, dopo numerose sconfitte, si presenta al GP di Germania al Nurburgring (28/7/35), in casa del "nemico", con le P3 modificate che, sulla carta, partono nettamente battute. La macchina italiana, a parità di peso, e' una otto cilindri di 3800 cc e sviluppa 330 cavalli contro 3990 cc e circa 400 cv della Mercedes W25 M 25 B otto cilindri e 375 cv dell'Auto Union tipo B 16 cilindri, 4950 cc. Inoltre le auto di casa sono numerose ed hanno eccellenti piloti (Caracciola, Fagioli, Lang, Von Brauchitsch e Geyer per la Mercedes e Rosemeyer, Varzi, Stuck e Pietsch per l'Auto Union) contro le Alfa di Nuvolari, Chiron, Brivio e Balestrero. Il mantovano e' anchereduce da un incidente e non vince da parecchio tempo. Ha 43 anni e sembra alla fine della carriera. Pare quindi scontato il risultato. Sotto gli occhi del regime nazista e di 200.000 spettatori, è gia' pronta la parata trionfale dei bolidi tedeschi, che "devono" stravincere e ribadire il prestigio Germanico.
Il mantovano è l'unico convinto di disputare una buona corsa: il tracciato tecnico gli è favorevole. Vi sono numerose e difficili curve e pochi tratti molto veloci. Un tracciato assai impegnativo (28 chilometri di lunghezza e 174 curve!) dove "Nivola" conta di poter recuperare l'enorme svantaggio tecnico, confidando nella propria capacità di  guida e nella superiore maneggevolezza dell'Alfa.
Il giorno del GP è uggioso e grigio. Al via, sotto una leggera pioggia, Caracciola scatta in testa mentre l'auto di Stuck non parte e viene urtata da Varzi che percorre qualche giro, poi si ritira. Dopo sei giri le Mercedes sono in testa, tutte le Alfa si sono ritirate, tranne quella del mantovano, e tutte le Auto Union, tranne Rosemeyer: il ritmo imposto è infernale. Quando smette di piovere Nuvolari passa all'attacco e, guidando al massimo delle possibilità, recupera terreno nelle curve del circuito e all'undicesimo giro, tra lo stupore generale, passa al comando della corsa superando von Brauchitsch, Fagioli ed infine Caracciola. Poi Fagioli si ritira per aver chiesto troppo alla macchina nel tentativo di superare Caracciola. Al rifornimento, Tazio è ancora primo ma un guasto alla manovella di comando della pompa della benzina costringe i meccanici ad effettuare l'operazione manualmente (con bidoni e imbuto!). La corsa sembra perduta poichè il ritardo dall'Alfa dai primi tre (von Brauchitsch, Rosemeyer e Caracciola) sale ad oltre un minuto.
Nuvolari rientra e si scatena nel tentativo di recuperare. Il Nurburgring è un tracciato terribile, specialmente per le auto, che sono sottoposte a grandi sollecitazioni: le auto tedesche sono più potenti ma sono anche più sollecitate. Dopo il 13° giro Rosemeyer ha un guasto e si deve fermare, Caracciola accusa problemi meccanici e deve rallentare, venendo cosi' superato dall'Alfa. Il "mantovano volante".... vola al secondo posto e spinge sempre di più per agguantare anche von Brauchitsch che inizia ad essere in crisi con le gomme. Il suo avversario lo sa e non gli concede tregua. Il tedesco vuole stravincere e non rallenta l'andatura per conservare i pneumatici. Non si ferma per il cambio, ma seguita a viaggiare al limite sollecitando le gomme oltre le loro possibilità. Spera che resistano anche se sono ormai arrivate alle tele. Von Brauchitsch passa per primo all'ultimo giro, mancano solo pochi chilometri!
Per tutti la corsa è ormai conclusa e scontata! Al traguardo le autorità tedesche preparano la cerimonia della premiazione: iniziano ad issare la bandiera del Reich, il disco con l'inno è pronto a suonare e i generali sono lì per complimetarsi con il vincitore (tedesco). Ad un tratto si ode in lontananza un rombo, dapprima confuso, poi man mano sempre piu' possente; dal fondo del rettilineo, tra la nebbia, emerge un'auto. La folla e' tutta in piedi: non e' l'argento che si staglia contro il cielo, ma il rosso fuoco dell'Alfa di Nuvolari! Dopo un attimo di stupore e incredulita' si scatena dal pubblico un lungo applauso, giusto tributo all'impossibile vittoria! L'inno Italiano viene scovato in fretta tra i dischi in disuso e le sue note pervadono il Nurburgring. E' la vittoria più bella di Nuvolari, capolavoro di guida e di tattica, una delle imprese più straordinarie di tutti i tempi, rimasta scolpita per sempre nella storia delle competizioni motoristiche.
Scrive Montanelli: "Mentre Nuvolari naufragava fra le fronde di lauro della corona, qualche migliaio di occhi azzurri fissavano sbarrati e increduli i resti del bolide rosso sui quali l'italiano aveva tagliato in testa il traguardo. Essi cercavano invano il perchè 'tecnico' di questa assurda vittoria e, non trovandolo, si sfogavano ad invocare 'der Teufel', cioè il diavolo."



Nuvolari si frattura e il giorno dopo corre

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Durante la sessione di prove del venerdì, al GP di Tripoli del 1936, Nuvolari esce di strada a causa dello scoppio di una gomma della sua vettura e finisce contro il terrapieno che delimita la pista. E' sbalzato fuori dalla macchina e violentemente vola nella sabbia.  All'ospedale viene visitato e gli riscontrano fratture al collo guaribili in una ventina di giorni. "Domani correrò" dichiara Tazio.
Il giorno dopo viene calato di peso dai meccanici nella macchina e parte con l'intento di vincere. Nei primi giri lotta per la testa della corsa ma poi, a causa del forte dolore (!), deve lasciare le prime posizioni. Continua comunque la gara e resiste in buona posizione. Sembra impossibile che continui anche perchè, oltre alla dolorosissima frattura, la gara è lunga 500 chilometri e si svolge con più di quaranta gradi di temperatura. Ma riesce, nonostante cio', a concludere la gara all'ottavo posto! Viene poi estratto dall'auto dai meccanici e festeggiato più di Achille Varzi, vincitore materiale della corsa.



La sfida

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La rivalità sportiva di Nuvolari e Varzi accendeva i tifosi e divideva gli Italiani in due fazioni. Spesso i giornalisti cercavano di metterli a confronto per stabilire una volta per tutte chi fosse il migliore, sia con articoli che ne analizzavano lo stile di guida e i risultati in gara, sia proponendo sfide più o meno probabili tra i due (ad esempio una gara a parità di mezzo meccanico). Entrambi però non avevano mai accettato simili proposte.
Per placare i progetti di possibili sfide che giungevano da più parti e chiarire le posizioni, i due campioni si presentano di fronte ai giornalisti. Parlò Nuvolari: se in questa sfida che si vuole organizzare perdessi io, disse rivolto al rivale, non me ne darei pace. Se perdessi tu, naturalmente, ne soffriresti allo stesso modo. La nostra amicizia probabilmente finirebbe. Vale la pena prestarsi a questo gioco? Varzi non disse nulla, lo guardò con i suoi grandi occhi azzurri un pò commossi e strinse la mano all'amico.
Nessuno parlò più di sfide.



Biglietto sola andata

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Nuvolari in partenza per la Sicilia dove si correva la Targa Florio del 1932, saluta Enzo Ferrari alla stazione. Ferrari gli ricorda di aver preso i biglietti di andata e ritorno. Nuvolari gli risponde: "Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero! Dovevi darmi solo il biglietto di andata perchè quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno".



Nuvolari conquista l'America

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Nel 1936 l'Alfa Romeo organizza con i suoi piloti (Nuvolari, Brivio e Farina) una "spedizione" negli Stati Uniti per partecipare alla prestigiosa Coppa Vanderbilt. La gara si svolge alle porte di New York e nelle edizioni precedenti (dal 1904) non è mai stata vinta da un Italiano. E' il "terreno di caccia" dei piloti Americani: la pista è di terra battuta e gli Statunitensi sono specialisti della guida in derapage e profondi conoscitori del tracciato. Le auto tedesche sono assenti.
All'arrivo del "Rex" in terra Americana inizia la festa: Nuvolari è accolto come un eroe e una folla enorme lo attende per vederlo, per stringergli la mano. L'arrivo della squadra Italiana conquista le prime pagine dei giornali e scatena i tifosi d'Oltreoceano.
Nuvolari riceve anche minacce da alcuni "gangster" che tentano di truccare la gara (avevano scommesso contro di lui), senza però riuscirvi.
La gara si svolge nel nuovo autodromo di Roosvelt Field, incorniciato da un pubblico vastissimo (oltre 200.000 spettatori), di cui fanno parte anche famose dive e divi del mondo dello spettacolo.
La gara è dura, molto lunga e i piloti di casa guidano derapando "alla Nuvolari". Sono altrettanto spericolati (non vogliono perdere l'occasione di battere il miglior pilota del mondo), ma Tazio ha una tecnica e una "sensibilità" irraggiungibile. Passa al comando dopo la prima curva e già al quinto giro inizia a doppiare gli avversari. L'Alfa ha un piccolo incoveniente che la fa funzionare a 11 cilindri ma "Nivola" prosegue lo stesso. Ad un tratto, data la schiacciante superiorità del mantovano, viene annunciato all'altoparlante che chi lo avesse superato per almeno un minuto avrebbe vinto un premio di mille dollari. Nuvolari si ferma ai box per fare rifornimento, senza perdere mai la prima posizione! Stravince così la gara con 12 minuti di vantaggio e dimostra ancora una volta di essere il migliore.
Dopo la gara gli Americani e sopratutto i tanti Italiani d'America lo portano in trionfo e i festeggiamenti si prolungano per settimane fino alla partenza della squadra Alfa.



Pericoloso rallentare

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1924, circuito del Tigullio. Prima della gara Nuvolari viene trovato nei pressi di una curva del circuito mentre osserva attentamente un cartello di segnalazione. Il cartello è vecchio e la scritta è consumata: in origine c'era scritto "pericoloso-rallentare". Ma ormai il trattino è cancellato e si legge solo "pericoloso rallentare". Nuvolari commenta: " Sono in gamba qui gli organizzatori, mettono perfino i cartelli!".
Durante la corsa infatti rallenta poco, tira come un matto, esce parecchie volte di strada, a volte fermandosi a picco sul mare (!). "Mi fermavo a cinque centimetri dal precipizio e mi bastava" commenta.
Non solo: mentre Nuvolari è al comando della corsa, a pochi chilometri dall'arrivo, una gomma si sfila dal cerchione dell'auto, una Bianchi, provocando una brutta uscita di strada.
Tazio, l'auto e il suo meccanico finiscono rovinosamente in un fosso. Il meccanico rimane stordito, l'auto danneggiata, ma il mantovano chiede l'aiuto degli spettatori per rimetterla in strada e proseguire! Grazie al consistente vantaggio accumulato riesce ugualmente a vincere la gara! I giornali danno una descrizione del suo arrivo: "Nuvolari giungeva ugualmente primo nonostante procedesse sui cerchioni, senza sospensioni e con la carrozzeria distrutta. Gli spettatori videro passare sotto i loro occhi qualcosa di incredibile: nell'abitacolo di guida niente era al suo posto. Tazio guidava senza seggiolino e, in sostituzione del volante, adoperava una chiave inglese. In un angolo, riverso, giaceva il meccanico coperto di fango e di olio"...!



Il nido di quaglie

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Nel 1931, durante un allenamento sulle strade Siciliane della Targa Florio mentre guida con a fianco Campari, Nuvolari esce di strada e la macchina finisce in una scarpata.
Campari si riprende e cerca disperatamente Tazio, che non risponde. Quando ormai teme il peggio sente una voce che, sussurrando, lo rimprovera. Nuvolari è sdraiato sull'erba e guarda con attenzione qualcosa: "Zitto! Qui c'è un nido di quaglie, i quagliotti sono appena nati e tu li spaventi, vieni  a vedere!"



Una vittoria senza precedenti

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Nel 1925 Nuvolari ha l'occasione di poter provare per la prima volta un'Alfa Romeo ufficiale da corsa.
In questo periodo corre (e vince!) principalmente in moto per la Bianchi , ma disputa anche temerarie gare in auto che lo mettono in luce. Così l'Alfa, che cerca giovani talenti per la propria squadra, organizza un test a Monza in cui invita anche il mantovano. L'auto per la prova è una sola (una P2) e lui è l'ultimo della "lista", forse perchè considerato il meno capace. Deve aspettare nei box dalla mattina fino a mezzogiorno inoltrato. Quando finalmente arriva il suo turno scende in pista e, già al secondo giro, abbassa nettamente i tempi fatti segnare da tutti gli altri piloti, sfiora addirittura i tempi di Ascari.
Essendo però l'ultimo a provare la vettura e non avendo controllato il suo stato di usura, il mantovano rischia molto: le gomme e i freni sono alla fine, stremati dallo stress della giornata di corse. La sua bellissima prova finisce male: una marcia si disinnesta, l'auto finisce in folle e la macchina si gira su se stessa. L'Alfa si capovolge e finisce fuori strada, sopra del filo spinato. Tazio riporta numerose ferite in tutto il corpo e i medici dell'ospedale di Monza dichiarano che si potrà rialzare solo dopo un mese.
Sette giorni dopo Nuvolari doveva correre in moto, ancora a Monza, il GP delle Nazioni classe 350. Lo attende la sfida con i campioni Inglesi più titolati (Handley e Simpson su tutti). L'attesa per la sfida e' grande. Tazio non sopporta l'idea di dover abbandonare e dichiara che avrebbe corso.
Al venerdì non ha più la febbre. e chiama il suo medico da Mantova dandogli le istruzioni per fabbricare un busto di cuoio artigianale. Spiega con l'ausilio di una fotografia la sua abituale posizione di guida al medico perchè il busto sia realizzato nel migliore dei modi. Ordina alla Bianchi di mettere a punto la "freccia celeste". Tutti gli danno del pazzo e i medici dichiarano che "E' matto come un cavallo! Dovremmo ricoverarlo in manicomio!" e declinano ogni responsabilità.
Domenica lo aiutano ad alzarsi dal letto, gli levano alcune bende che lo infastidiscono, infine gli infilano il busto sopra il quale gli mettono un maglione rosso. Dopo oltre un'ora la "vestizione" è completata. Tazio viene trasportato su una grossa berlina al circuito e sistemato come una mummia sopra alla moto. Può solo manovrare i comandi a mano: se si fermasse lontano dai box rovinerebbe a terra!!
La gara si preannuncia durissima anche per un pilota nel pieno della condizione fisica: piove, ci sono i grandi campioni Italiani e Inglesi in pista e bisogna percorrere ben trecento chilometri prima dell'arrivo!!
Nei primi giri Tazio è guardingo, poi guadagna qualche posizione. Dopo che Handley si e' fermato a fare benzina, passa al comando. Rimane primo per buona parte della gara fino a che, al ventottesimo giro, Handley recupera e lo passa. Nuvolari non molla, cerca di resistergli e di lanciare la controffensiva. L'Inglese riesce a scrollarsi di dosso Nuvolari e chiede il massimo alla sua Rex Acme 350 per togliersi di torno il mantovano. A pochi chilometri dalla conclusione Tazio è ancora nella sua scia e, davanti alle tribune all'inizio dell'ultimo giro, passa l'avversario scatenando l'entusiasmo del pubblico presente. La folla si chiede se riuscirà a resistere alla controffensiva di Handley fino alla fine. Alcuni minuti dopo si sente il rombo del motore: Nuvolari, solo, taglia il traguardo e vince! Handley ha chiesto troppo al suo mezzo ed è rimasto appiedato a pochi chilometri dall'arrivo per cercare di passare il rivale.
Tutti gli corrono incontro per festeggiarlo, viene tirato giù dalla moto e sviene tra le braccia della moglie.
Vince con una media migliore di quella fatta registrare dalle 500 (130 km/h)!
Dichiarerà anni più tardi che "... negli ultimi giri ci sono stati dei momenti che non vedevo la pista. Ero allucinato, mi sentivo mancare. Devo ritirarmi, dicevo a me stesso. Se ho resistito, continuando a lottare, non è stato per la paura di ruzzolare nel prato e rompermi l'osso del collo, ma perchè, fasciato a quella maniera, non ero sicuro che, spento il motore, sarei potuto scendere di sella con le mie gambe. E avrei rischiato di cadere e di rimanere immobile sulla pista a disposizione di quelli che mi inseguivano....".
Una vittoria indimenticabile senza precedenti nella storia del motociclismo (Il solo Omobono Tenni si rendera' protagonista di imprese simili alcuni anni piu' tardi)!



Gli incidenti

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Nel corso della carriera Nuvolari ha avuto numerosissimi incidenti dato che rischiava sempre oltre i limiti. Di questi ben sette potenzialmente mortali, così sono stati valutati da tecnici sportivi e medici.
Ne è sempre uscito vivo e con tempi di guarigione molto più rapidi del normale, grazie alla sua grandissima forza di volontà e determinazione e al suo fisico atletico. Come si può leggere anche in queste pagine è successo addirittura che dopo aver subito incidenti gravi Tazio si è ripresentato in pista in brevissimo tempo, magari ancora fasciato e con fratture...
Una volta era stato anche dato per deceduto dai giornali dopo un terribile incidente. Qualche giorno dopo in un'intervista concede una battuta: "Quando mi danno cadavere aspettate sempre tre giorni prima di piangere. Non si sa mai..."



Una vittoria... indimenticabile

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Nuvolari, il sabato sera precedente la gara del circuito delle Tre Provincie, chiama il proprio meccanico Compagnoni e gli comunica che l'indomani parteciperà alla gara. Non e' la prima volta che decide di gareggiare all'ultimo istante.
I due arrivano la domenica mattina poco prima della partenza e si schierano al via. La corsa si svolge su un percorso molto difficile di circa 130 chilometri, tutte curve. Tazio non conosce nemmeno il tracciato, non lo ha mai provato prima.
Dopo la partenza di Ferrari e Borzacchini è il suo turno: parte e guida subito al massimo. Affronta un passaggio a livello a velocità sostenutissima, senza rallentare. L'auto subisce un colpo tremendo. Il meccanico si attacca alle maniglie ma queste volano via. Viene sbalzato dal sedile e rischierebbe di essere scaraventato fuori se Nuvolari, mentre guida, non lo afferrasse per i piedi e lo tirasse dentro!
La tremenda botta ha bloccato l'acceleratore e non funziona più: i due si devono fermare. Compagnoni apre il cofano e capisce che si è rotta la molla. Si toglie la cintura dei pantaloni, la lega al tirante che regola l'afflusso di benzina e la fa passare attraverso il cofano. Ripartono, ma devono guidare in due: Nuvolari utilizza cambio, frizione, freno e volante mentre Compagnoni con la mano destra tira la cintura e accelera! A causa del fondo stradale in pessime condizioni, delle numerose curve e saliscendi (sobbalzi e sbandate continue), mancando le maniglie, il meccanico si deve aggrappare con la sinistra al telaio, ovvero alla parte esterna della macchina. La mano è così sottoposta a terribili "sparate" di ghiaia e sassi.
Tazio non molla: per recuperare lo svantaggio da Ferrari (Borzacchini intanto si è ritirato) sull'Abetone guida come un pazzo.
Intanto Ferrari, che era partito prima, al traguardo è già festeggiato come vincitore. Enzo però per puro scrupolo si ferma e aspetta l'arrivo di "Nivola". Controlla il distacco con il cronometro. D'improvviso i due arrivano "a valanga" e Ferrari rimane di stucco: è battuto per pochi secondi!
Nuvolari viene portato in trionfo, vince con la sua Alfa 1750 6 cilindri personale ad una media molto al di sopra di ogni più rosea previsione (record assoluto della corsa) battendo le Alfa 2300 otto cilindri della scuderia Ferrari! La mano di Compagnoni però porterà per sempre il "ricordo" di quella... indimenticabile vittoria!



Le urla

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Per la Targa Florio del '32 Nuvolari chiede a Ferrari un meccanico che pesi poco. Gli viene presentato un giovane molto magro: Paride Mambelli. Tazio gli chiede a bruciapelo se avesse paura di correre con lui. Poi lo consiglia di stare attento alle sue urla: nelle curve affrontate a velocità eccessiva e in cui prevedeva un'uscita di strada, doveva buttarsi sotto al cruscotto per essere protetto dalla centina di sostegno in caso di capottamento.
Al ritorno a casa Ferrari chiede a Mambelli come era andata: lui risponde: "Nuvolari ha cominciato a urlare alla prima curva e ha finito all'ultima. Così sono rimasto rannicchiato sotto il cruscotto per tutta la gara"!!



Nuvolari guida con una mano sola

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Durante le prove del GP di Monza del 1932 Nuvolari (Alfa Romeo P3) lotta con Fagioli (Maserati 16 cilindri). I due forzano al massimo per prevalere l'uno sull'altro. Ad un certo punto Fagioli sbanda paurosamente e Tazio, che lo segue, è costretto a dribblare l'avversario con una acrobatica manovra. L'auto sembra uscire di strada, ma il mantovano riesce a controllarla. Nella difficilissima manovra "Nivola" si distorce un polso e viene bendato con una fasciatura rigida.
Durante la gara Nuvolari è primo e resiste ai suoi inseguitori: il dolore al polso è pero' molto forte. Tazio si volta spesso indietro per paura di essere superato e nei rettilinei, ad oltre 200 km/h, toglie la mano dal volante per farla riposare e guida con una sola! Il dolore nelle curve è terribile: deve impugnare con forza il volante con entrambe le mani per controllare l'auto. Sarà purtroppo sfortunato: all'ultimo giro, con la vittoria in tasca,  resta senza benzina e arriva terzo!





(Nuvolari a tutto gas procede su tre ruote - Brno, 1936)



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