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"Fin da piccolo mi sono documentato sui vecchi piloti come
Tazio,ma anche Varzi e Fagioli:mi piace raccogliere arti
coli dell" [marco, ancona - italia]
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21 novembre 2008
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TAZIO NUVOLARI
Le grandi imprese di Tazio Nuvolari
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LA LEGGENDA DI TAZIO NUVOLARI
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IL MITO
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"Nessuno
accoppiava come lui una così elevata sensibilità
della macchina ad un coraggio quasi disumano"
Enzo Ferrari
"Era un uomo che violentava la realtà e faceva
cose che alla luce del buonsenso erano assurde... Per i giovani di
allora, e io ero tra questi, Nuvolari rappresentava il coraggio,
un coraggio senza limiti. Fu il mito, l'irraggiungibile"
Michelangelo Antonioni
"Nuvolari è il più grande corridore del
passato, del presente e del futuro"
Ferdinand Porsche
"Finché nel mondo si parlerà di sport automobilistico, si
ricorderà Nuvolari"
Lord Howe
" Nuvolari, oltre ad essere sempre stato il mio
maggior rivale, è stato il miglior corridore di tutti i tempi.
Non può essere definito un maestro ma un artista del volante. Un
maestro potrebbe insegnare. L'arte non si insegna."
Achille Varzi
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[indice]
Nuvolari curava molto la propria immagine e si presentava alle corse con una
particolare "divisa": pantaloni azzurri, maglia gialla con ricamato
sulla destra il suo logo (una T e una N incrociati) e, appuntata al petto,
una tartaruga d'oro. La tartaruga gli era stata donata nel 1932 da
Gabriele D'Annunzio (con dedica: "all'uomo più veloce,
l'animale più lento"). Tazio vi era molto affezionato e la
considerava un portafortuna. Il poeta era amico e ammiratore del mantovano,
lo aveva più volte ospitato al Vittoriale ed era stato lui stesso a
coniare il celebre soprannome di "mantovano volante".
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I record mondiali con l'Alfa "bimotore" |
[indice]
Il 15 Giugno 1935 Tazio Nuvolari tenta di battere, sull'autostrada
Firenze-Mare (nel tratto del rettilineo di 8km presso Altopascio), due primati
mondiali di velocità utilizzando la
"mostruosa" Alfa Romeo "bimotore", creata da Enzo Ferrari per
resistere alle imbattibili Mercedes e Auto Union. La giornata scelta per il
tentativo e' poco felice poichè tira un forte vento, Nuvolari pero'
prova ugualmente e parte. Mentre la macchina viaggia a circa 320 chilometri
orari, viene investita lateralmente da una forte raffica di vento che causa
una spaventosa sbandata di oltre 200 metri. Il mantovano riesce comunque a
controllare l'auto dimostrando una freddezza e un'energia fuori dal
comune: l'auto pesa 1300 chili ed è molto difficile da controllare
già a 150 km/h!
Nonostante lo spaventoso "imprevisto" Tazio prosegue, neutralizza
un'altra analoga sbandata poco dopo, e stabilisce due primati: percorre
in 11'' il chilometro lanciato alla media di 321,420 km/h e in 17'' il miglio
lanciato con media di 323,125 km/h (con una punta,
nell'ultimo tratto percorso, di oltre 360 chilometri orari).
"Non avevo mai affrontato un pericolo così tremendo, nemmeno il
giorno in cui presi fuoco a Pau" dichiarerà anni dopo ricordando
l'episodio.....
[indice]
Al circuito di Stiges del 1923, in Spagna (un catino con due difficilissime
curve sopraelevate da percorrere 350 volte per 700 km complessivi) Nuvolari
incanta il pubblico e i giornalisti: osa oltre i limiti e nelle due pericolosissime
sopraelevate fa segnare le velocità più alte e sfiora ad ogni
giro i margini esterni delle curve. Non solo: durante le prove, per scommessa,
fa salire in auto al suo fianco la figlia del proprietario dell'albergo
in cui alloggia. La bacia ad oltre 150 km/h proprio al culmine della curva
parabolica. La ragazza all'arrivo sviene e, una volta riavutasi, lo
colpisce con uno schiaffo....
[indice]
Come si può leggere nella storia della carriera di Nuvolari (sezione
"la vita
"), nel 1935 le auto tedesche
iniziano a dominare incontrastate le competizioni internazionali. Non sembra
esserci nessuna possibilità per le altre marche, prima tra tutte la
gloriosa Alfa Romeo. La Scuderia Ferrari, dopo numerose sconfitte, si presenta
al GP di Germania al Nurburgring (28/7/35), in casa del "nemico",
con le P3 modificate che, sulla carta, partono nettamente battute. La macchina
italiana, a parità di peso, e' una otto cilindri di 3800 cc e sviluppa
330 cavalli contro 3990 cc e circa 400 cv della Mercedes W25 M 25 B otto cilindri
e 375 cv dell'Auto Union tipo B 16 cilindri, 4950 cc. Inoltre le auto di
casa sono numerose ed
hanno eccellenti piloti (Caracciola, Fagioli, Lang, Von Brauchitsch e Geyer
per la Mercedes e Rosemeyer, Varzi, Stuck e Pietsch per l'Auto Union)
contro le Alfa di Nuvolari, Chiron, Brivio e Balestrero. Il mantovano e' anchereduce da un incidente e non vince da parecchio tempo. Ha 43 anni e sembra
alla fine della carriera. Pare quindi scontato il risultato. Sotto gli occhi
del regime nazista e di 200.000 spettatori, è gia' pronta la parata
trionfale dei bolidi tedeschi, che "devono" stravincere e ribadire
il prestigio Germanico.
Il mantovano è l'unico convinto di disputare una buona corsa: il
tracciato tecnico gli è favorevole. Vi sono numerose e difficili curve
e pochi tratti molto veloci. Un tracciato assai impegnativo (28 chilometri di
lunghezza e 174 curve!) dove "Nivola" conta di poter recuperare
l'enorme svantaggio tecnico, confidando nella propria capacità
di guida e nella superiore maneggevolezza dell'Alfa.
Il giorno del GP è uggioso e grigio. Al via, sotto una leggera pioggia,
Caracciola scatta in testa mentre l'auto di Stuck non parte e viene urtata
da Varzi che percorre qualche giro, poi si ritira. Dopo sei
giri le Mercedes sono in testa, tutte le Alfa si sono ritirate, tranne quella
del mantovano, e tutte le Auto Union, tranne Rosemeyer: il ritmo imposto
è infernale. Quando smette di piovere Nuvolari passa all'attacco e,
guidando al massimo delle possibilità, recupera terreno nelle curve del
circuito e all'undicesimo giro, tra lo stupore generale, passa al comando
della corsa superando von Brauchitsch, Fagioli ed infine Caracciola. Poi Fagioli
si ritira per aver chiesto troppo alla macchina nel tentativo di superare
Caracciola. Al rifornimento, Tazio è ancora primo ma un guasto alla manovella
di comando della pompa della benzina costringe i meccanici ad effettuare l'operazione
manualmente (con bidoni e imbuto!).
La corsa sembra perduta poichè il ritardo dall'Alfa dai
primi tre (von Brauchitsch, Rosemeyer e Caracciola) sale ad oltre un minuto.
Nuvolari rientra e si scatena nel tentativo di recuperare. Il Nurburgring
è un tracciato terribile, specialmente per le auto, che sono sottoposte
a grandi sollecitazioni: le auto tedesche sono più potenti ma sono anche
più sollecitate. Dopo il 13° giro Rosemeyer ha un guasto e si
deve fermare, Caracciola accusa problemi meccanici e deve rallentare, venendo
cosi' superato dall'Alfa. Il "mantovano volante".... vola al
secondo posto e spinge sempre di più per agguantare anche von Brauchitsch
che inizia ad essere in crisi con le gomme. Il suo avversario lo sa e non gli
concede tregua. Il tedesco vuole stravincere e non rallenta l'andatura per
conservare i pneumatici. Non si ferma per il cambio, ma seguita a viaggiare al
limite sollecitando le gomme oltre le loro possibilità. Spera che resistano
anche se sono ormai arrivate alle tele. Von Brauchitsch passa per primo
all'ultimo giro, mancano solo pochi chilometri!
Per tutti la corsa è ormai conclusa e scontata!
Al traguardo le autorità tedesche preparano la cerimonia della
premiazione: iniziano ad issare la bandiera del Reich, il disco con l'inno
è pronto a suonare e i generali sono lì per complimetarsi con il
vincitore (tedesco). Ad un tratto si ode in lontananza un rombo, dapprima
confuso, poi man mano sempre piu' possente; dal fondo del rettilineo, tra la
nebbia, emerge un'auto. La folla e' tutta in piedi: non e' l'argento che si
staglia contro il cielo, ma il rosso fuoco dell'Alfa di Nuvolari! Dopo un
attimo di stupore e incredulita' si scatena dal pubblico un lungo applauso,
giusto tributo all'impossibile vittoria! L'inno Italiano viene scovato in
fretta tra i dischi in disuso e le sue note pervadono il Nurburgring. E' la
vittoria più bella di Nuvolari, capolavoro di guida e di tattica, una
delle imprese più straordinarie di tutti i tempi, rimasta scolpita per
sempre nella storia delle competizioni motoristiche.
Scrive Montanelli: "Mentre Nuvolari naufragava fra le fronde di lauro
della corona, qualche migliaio di occhi azzurri fissavano sbarrati e increduli
i resti del bolide rosso sui quali l'italiano aveva tagliato in testa il traguardo.
Essi cercavano invano il perchè 'tecnico' di questa assurda
vittoria e, non trovandolo, si sfogavano ad invocare 'der Teufel', cioè
il diavolo."
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Nuvolari si frattura e il giorno dopo corre |
[indice]
Durante la sessione di prove del venerdì, al GP di Tripoli del 1936,
Nuvolari esce di strada a causa dello scoppio di una gomma della sua vettura
e finisce contro il terrapieno che delimita la pista. E' sbalzato fuori
dalla macchina e violentemente vola nella sabbia. All'ospedale viene
visitato e gli riscontrano fratture al collo guaribili in una ventina di
giorni. "Domani correrò" dichiara Tazio.
Il giorno dopo viene calato di peso dai meccanici nella macchina e parte con
l'intento di vincere. Nei primi giri lotta per la testa della corsa ma poi,
a causa del forte dolore (!), deve lasciare le prime posizioni. Continua
comunque la gara e resiste in buona posizione. Sembra impossibile che continui
anche perchè, oltre alla dolorosissima frattura, la gara è lunga
500 chilometri e si svolge con più di quaranta gradi di temperatura.
Ma riesce, nonostante cio', a concludere la gara all'ottavo posto! Viene
poi estratto dall'auto dai meccanici e festeggiato più di Achille
Varzi, vincitore materiale della corsa.
[indice]
La rivalità sportiva di Nuvolari e Varzi accendeva i tifosi e divideva
gli Italiani in due fazioni. Spesso i giornalisti cercavano di metterli a
confronto per stabilire una volta per tutte chi fosse il migliore, sia con
articoli che ne analizzavano lo stile di guida e i risultati in gara, sia
proponendo sfide più o meno probabili tra i due (ad esempio una gara a
parità di mezzo meccanico). Entrambi però non avevano mai
accettato simili proposte.
Per placare i progetti di possibili sfide che
giungevano da più parti e chiarire le posizioni, i due campioni si
presentano di fronte ai giornalisti. Parlò Nuvolari: se in questa
sfida che si vuole organizzare perdessi io, disse rivolto al rivale, non me
ne darei pace. Se perdessi tu, naturalmente, ne soffriresti allo stesso modo.
La nostra amicizia probabilmente finirebbe. Vale la pena prestarsi a questo
gioco? Varzi non disse nulla, lo guardò con i suoi grandi occhi azzurri
un pò commossi e strinse la mano all'amico.
Nessuno parlò più di sfide.
[indice]
Nuvolari in partenza per la Sicilia dove si correva la Targa Florio del 1932,
saluta Enzo Ferrari alla stazione. Ferrari gli ricorda di aver preso i
biglietti di andata e ritorno. Nuvolari gli risponde: "Dicono che sei un
bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero! Dovevi darmi solo
il biglietto di andata perchè quando si parte per una corsa bisogna
prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno".
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Nuvolari conquista l'America |
[indice]
Nel 1936 l'Alfa Romeo organizza con i suoi piloti (Nuvolari, Brivio e
Farina) una "spedizione" negli Stati Uniti per partecipare alla
prestigiosa Coppa Vanderbilt. La gara si svolge alle porte di New York e
nelle edizioni precedenti (dal 1904) non è mai stata vinta da un
Italiano. E' il "terreno di caccia" dei piloti Americani: la
pista è di terra battuta e gli Statunitensi sono specialisti della
guida in derapage e profondi conoscitori del tracciato. Le auto tedesche sono
assenti.
All'arrivo del "Rex" in terra Americana inizia la festa:
Nuvolari è accolto come un eroe e una folla enorme lo attende per
vederlo, per stringergli la mano. L'arrivo della squadra Italiana
conquista le prime pagine dei giornali e scatena i tifosi d'Oltreoceano.
Nuvolari riceve anche minacce da alcuni "gangster" che tentano di
truccare la gara (avevano scommesso contro di lui), senza però riuscirvi.
La gara si svolge nel nuovo autodromo di Roosvelt Field, incorniciato da un
pubblico vastissimo (oltre 200.000 spettatori), di cui fanno parte anche
famose dive e divi del mondo dello spettacolo.
La gara è dura, molto lunga e i piloti di casa guidano derapando
"alla Nuvolari". Sono altrettanto spericolati (non vogliono perdere
l'occasione di battere il miglior pilota del mondo), ma Tazio ha una
tecnica e una "sensibilità" irraggiungibile. Passa al
comando dopo la prima curva e già al quinto giro inizia a doppiare gli
avversari. L'Alfa ha un piccolo incoveniente che la fa funzionare a 11
cilindri ma "Nivola" prosegue lo stesso. Ad un tratto, data la
schiacciante superiorità del mantovano, viene annunciato all'altoparlante
che chi lo avesse superato per almeno un minuto avrebbe vinto un premio di
mille dollari. Nuvolari si ferma ai box per fare rifornimento, senza perdere
mai la prima posizione! Stravince così la gara con 12 minuti di
vantaggio e dimostra ancora una volta di essere il migliore.
Dopo la gara gli Americani e sopratutto i tanti Italiani d'America lo
portano in trionfo e i festeggiamenti si prolungano per settimane fino alla
partenza della squadra Alfa.
[indice]
1924, circuito del Tigullio. Prima della gara Nuvolari viene trovato nei
pressi di una curva del circuito mentre osserva attentamente un cartello di
segnalazione. Il cartello è vecchio e la scritta è consumata: in origine
c'era scritto "pericoloso-rallentare". Ma ormai il trattino è
cancellato e si legge solo "pericoloso rallentare". Nuvolari commenta:
" Sono in gamba qui gli organizzatori, mettono perfino i cartelli!".
Durante la corsa infatti rallenta poco, tira come un matto, esce parecchie volte
di strada, a volte fermandosi a picco sul mare (!). "Mi fermavo a cinque
centimetri dal precipizio e mi bastava" commenta.
Non solo: mentre Nuvolari è al comando della corsa,
a pochi chilometri dall'arrivo, una gomma si sfila dal cerchione dell'auto,
una Bianchi, provocando una brutta uscita di strada.
Tazio, l'auto e il suo meccanico finiscono rovinosamente in un fosso. Il
meccanico rimane stordito, l'auto danneggiata, ma il mantovano chiede
l'aiuto degli spettatori per rimetterla in strada e proseguire! Grazie al
consistente vantaggio accumulato riesce ugualmente a vincere la gara! I giornali
danno una descrizione del suo arrivo: "Nuvolari giungeva ugualmente primo
nonostante procedesse sui cerchioni, senza sospensioni e con la carrozzeria
distrutta. Gli spettatori videro passare sotto i loro occhi qualcosa di
incredibile: nell'abitacolo di guida niente era al suo posto. Tazio
guidava senza seggiolino e, in sostituzione del volante, adoperava una chiave
inglese. In un angolo, riverso, giaceva il meccanico coperto di fango e di
olio"...!
[indice]
Nel 1931, durante un allenamento sulle strade Siciliane della Targa Florio
mentre guida con a fianco Campari, Nuvolari esce di strada e la macchina
finisce in una scarpata.
Campari si riprende e cerca disperatamente Tazio,
che non risponde. Quando ormai teme il peggio sente una voce che, sussurrando,
lo rimprovera. Nuvolari è sdraiato sull'erba e guarda con attenzione
qualcosa: "Zitto! Qui c'è un nido di quaglie, i quagliotti
sono appena nati e tu li spaventi, vieni a vedere!"
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Una vittoria senza precedenti |
[indice]
Nel 1925 Nuvolari ha l'occasione di poter provare per la prima volta
un'Alfa Romeo ufficiale da corsa.
In questo periodo corre (e vince!) principalmente in moto per la
Bianchi , ma disputa anche temerarie gare in auto che lo mettono in luce.
Così l'Alfa, che cerca giovani talenti per la propria squadra,
organizza un test a Monza in cui invita anche il mantovano. L'auto per la
prova è una sola (una P2) e lui è l'ultimo della
"lista", forse perchè considerato il meno capace. Deve
aspettare nei box dalla mattina fino a mezzogiorno inoltrato. Quando finalmente
arriva il suo turno scende in pista e, già al secondo giro, abbassa
nettamente i tempi fatti segnare da tutti gli altri piloti, sfiora addirittura
i tempi di Ascari.
Essendo però l'ultimo a provare la vettura e non avendo controllato il suo
stato di usura, il mantovano rischia molto: le gomme e i freni sono alla fine, stremati
dallo stress della giornata di corse. La sua bellissima prova finisce male:
una marcia si disinnesta, l'auto finisce in folle e la macchina si gira su
se stessa. L'Alfa
si capovolge e finisce fuori strada, sopra del filo spinato. Tazio riporta
numerose ferite in tutto il corpo e i medici dell'ospedale di Monza
dichiarano che si potrà rialzare solo dopo un mese.
Sette giorni dopo Nuvolari doveva correre in moto, ancora a Monza, il GP delle
Nazioni classe 350. Lo attende la sfida con i campioni Inglesi più
titolati (Handley e Simpson su tutti). L'attesa per la sfida e' grande.
Tazio non sopporta l'idea di dover abbandonare e dichiara che avrebbe
corso.
Al venerdì non ha più la febbre. e chiama il suo medico da
Mantova dandogli le istruzioni per fabbricare un busto di cuoio artigianale.
Spiega con l'ausilio di una fotografia la sua abituale posizione di guida
al medico perchè il busto sia realizzato nel migliore dei modi. Ordina
alla Bianchi di mettere a punto la "freccia celeste". Tutti gli danno
del pazzo e i medici dichiarano che "E' matto come un cavallo!
Dovremmo ricoverarlo in manicomio!" e declinano ogni responsabilità.
Domenica lo aiutano ad alzarsi dal letto, gli levano alcune bende che lo
infastidiscono, infine gli infilano il busto sopra il quale gli mettono un
maglione rosso. Dopo oltre un'ora la "vestizione" è
completata. Tazio viene trasportato su una grossa berlina al circuito e
sistemato come una mummia sopra alla moto. Può solo manovrare i comandi
a mano: se si fermasse lontano dai box rovinerebbe a terra!!
La gara si preannuncia durissima anche per un pilota nel pieno della condizione
fisica: piove, ci sono i grandi campioni Italiani e Inglesi in pista e bisogna
percorrere ben trecento chilometri prima dell'arrivo!!
Nei primi giri Tazio è guardingo, poi guadagna qualche posizione. Dopo
che Handley si e' fermato a fare benzina, passa al comando. Rimane primo per
buona parte della gara fino a che, al ventottesimo giro, Handley recupera e lo
passa. Nuvolari non molla, cerca di resistergli e di lanciare la controffensiva.
L'Inglese riesce a scrollarsi di dosso Nuvolari e chiede il massimo alla sua
Rex Acme 350 per togliersi di torno il mantovano. A pochi chilometri dalla
conclusione Tazio è ancora nella sua scia e, davanti alle tribune
all'inizio dell'ultimo giro, passa l'avversario scatenando
l'entusiasmo del pubblico presente. La folla si chiede se riuscirà
a resistere alla controffensiva di Handley fino alla fine. Alcuni minuti dopo
si sente il rombo del motore: Nuvolari, solo, taglia il traguardo e vince!
Handley ha chiesto troppo al suo mezzo ed è rimasto appiedato a pochi
chilometri dall'arrivo per cercare di passare il rivale.
Tutti gli corrono incontro per festeggiarlo, viene tirato giù dalla
moto e sviene tra le braccia della moglie.
Vince con una media migliore di quella fatta registrare dalle 500 (130 km/h)!
Dichiarerà anni più tardi che "... negli ultimi giri ci
sono stati dei momenti che non vedevo la pista. Ero allucinato, mi sentivo
mancare. Devo ritirarmi, dicevo a me stesso. Se ho resistito, continuando a
lottare, non è stato per la paura di ruzzolare nel prato e rompermi
l'osso del collo, ma perchè, fasciato a quella maniera, non ero
sicuro che, spento il motore, sarei potuto scendere di sella con le mie gambe.
E avrei rischiato di cadere e di rimanere immobile sulla pista a disposizione
di quelli che mi inseguivano....".
Una vittoria indimenticabile senza precedenti nella storia del motociclismo
(Il solo Omobono Tenni si rendera' protagonista di imprese simili alcuni anni
piu' tardi)!
[indice]
Nel corso della carriera Nuvolari ha avuto numerosissimi incidenti dato che
rischiava sempre oltre i limiti. Di questi ben sette potenzialmente
mortali, così sono stati valutati da tecnici sportivi e medici.
Ne è sempre uscito vivo e con tempi di guarigione molto più
rapidi del normale, grazie alla sua grandissima forza di volontà e
determinazione e al suo fisico atletico. Come si può leggere anche in
queste pagine è successo addirittura che dopo aver subito incidenti
gravi Tazio si è ripresentato in pista in brevissimo tempo, magari
ancora fasciato e con fratture...
Una volta era stato anche dato per deceduto dai giornali dopo un terribile
incidente. Qualche giorno dopo in un'intervista concede una
battuta: "Quando mi danno cadavere aspettate sempre tre giorni prima di
piangere. Non si sa mai..."
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Una vittoria... indimenticabile |
[indice]
Nuvolari, il sabato sera precedente la gara del circuito delle Tre Provincie,
chiama il proprio meccanico Compagnoni e gli comunica che l'indomani
parteciperà alla gara. Non e' la prima volta che decide di gareggiare
all'ultimo istante.
I due arrivano la domenica mattina poco prima della partenza e si schierano
al via. La corsa si svolge su un percorso molto difficile di circa 130
chilometri, tutte curve. Tazio non conosce nemmeno il tracciato, non lo ha
mai provato prima.
Dopo la partenza di Ferrari e Borzacchini è il suo turno: parte e
guida subito al massimo. Affronta un passaggio a livello a velocità
sostenutissima, senza rallentare. L'auto subisce un colpo tremendo. Il
meccanico si attacca alle maniglie ma queste volano via. Viene sbalzato dal
sedile e rischierebbe di essere scaraventato fuori se Nuvolari, mentre guida,
non lo afferrasse per i piedi e lo tirasse dentro!
La tremenda botta ha bloccato l'acceleratore e non funziona più: i
due si devono fermare. Compagnoni apre il cofano e capisce che si è
rotta la molla. Si toglie la cintura dei pantaloni, la lega al tirante che
regola l'afflusso di benzina e la fa passare attraverso il cofano.
Ripartono, ma devono guidare in due: Nuvolari utilizza cambio, frizione,
freno e volante mentre Compagnoni con la mano destra tira la cintura e
accelera! A causa del fondo stradale in pessime condizioni, delle numerose
curve e saliscendi (sobbalzi e sbandate continue), mancando le maniglie, il
meccanico si deve aggrappare con la sinistra al telaio, ovvero alla parte
esterna della macchina. La mano è così sottoposta a terribili
"sparate" di ghiaia e sassi.
Tazio non molla: per recuperare lo svantaggio da Ferrari (Borzacchini intanto
si è ritirato) sull'Abetone guida come un pazzo.
Intanto Ferrari, che era partito prima, al traguardo è già
festeggiato come vincitore. Enzo però per puro scrupolo si ferma e
aspetta l'arrivo di "Nivola". Controlla il distacco con il
cronometro. D'improvviso i due arrivano "a valanga" e Ferrari
rimane di stucco: è battuto per pochi secondi!
Nuvolari viene portato in trionfo, vince con la sua Alfa 1750 6 cilindri
personale ad una media molto al di sopra di ogni più rosea previsione
(record assoluto della corsa) battendo le Alfa 2300 otto cilindri della
scuderia Ferrari! La mano di Compagnoni però porterà per sempre
il "ricordo" di quella... indimenticabile vittoria!
[indice]
Per la Targa Florio del '32 Nuvolari chiede a Ferrari un meccanico che
pesi poco. Gli viene presentato un giovane molto magro: Paride Mambelli.
Tazio gli chiede a bruciapelo se avesse paura di correre con lui. Poi lo
consiglia di stare attento alle sue urla: nelle curve affrontate a velocità
eccessiva e in cui prevedeva un'uscita di strada, doveva buttarsi sotto
al cruscotto per essere protetto dalla centina di sostegno in caso di
capottamento.
Al ritorno a casa Ferrari chiede a Mambelli come era andata: lui risponde:
"Nuvolari ha cominciato a urlare alla prima curva e ha finito
all'ultima. Così sono rimasto rannicchiato sotto il cruscotto per
tutta la gara"!!
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Nuvolari guida con una mano sola |
[indice]
Durante le prove del GP di Monza del 1932 Nuvolari (Alfa Romeo P3) lotta con
Fagioli (Maserati 16 cilindri). I due forzano al massimo per prevalere
l'uno sull'altro. Ad un certo punto Fagioli sbanda paurosamente e
Tazio, che lo segue, è costretto a dribblare l'avversario con una
acrobatica manovra. L'auto sembra uscire di strada, ma il mantovano
riesce a controllarla. Nella difficilissima manovra "Nivola" si
distorce un polso e viene bendato con una fasciatura rigida.
Durante la gara Nuvolari è primo e resiste ai suoi inseguitori: il
dolore al polso è pero' molto forte. Tazio si volta spesso indietro
per paura di essere superato e nei rettilinei, ad oltre 200 km/h, toglie la
mano dal volante per farla riposare e guida con una sola! Il dolore nelle
curve è terribile: deve impugnare con forza il volante con entrambe le
mani per controllare l'auto. Sarà purtroppo sfortunato:
all'ultimo giro, con la vittoria in tasca, resta senza benzina e
arriva terzo!
(Nuvolari a tutto gas procede su tre ruote - Brno, 1936)
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